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INDUSTRIA 5.0

Piano Transizione 5.0

È finalmente giunto il momento tanto atteso: con l’approvazione del decreto-legge PNRR da parte del Consiglio dei Ministri il 26 febbraio 2024 e la sua entrata in vigore il 30 aprile con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (della Legge n. 56 del 2024, che converte il Decreto n. 19 del 2024), è stato varato il Piano Transizione 5.0. Questo nuovo piano mira a promuovere gli investimenti 4.0 che generino risultati tangibili in termini di efficienza energetica e risparmio di energia.

Le risorse destinate a questo piano ammontano a 6,3 miliardi di euro provenienti dal programma Re Power EU, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti per il Piano Transizione 4.0, per un totale di circa 13 miliardi nel biennio 2024-2025 a favore della digitalizzazione e della sostenibilità ambientale delle imprese italiane.

A chi è destinato?

A tutte le aziende operanti sul suolo nazionale, senza distinzione di dimensione o settore di attività.

A chi non è destinato?

Secondo l’Art. 38, comma 3 non possono beneficiare dell’agevolazione le imprese in situazioni di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o soggette ad altre procedure concorsuali previste dalla legge fallimentare o dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, così come quelle coinvolte in procedimenti per la dichiarazione di tali situazioni. Inoltre, le imprese soggette a sanzioni interdittive secondo le norme sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche non sono ammissibili.

Le imprese che ottengono il credito d’imposta devono rispettare le normative sulla sicurezza sul lavoro nel proprio settore e devono adempiere correttamente agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori.

Investimenti agevolabili

Il Piano promuove l’acquisto di beni 4.0, sia materiali che immateriali, che siano integrati nel sistema aziendale di gestione della produzione o nella rete di approvvigionamento. Questi investimenti devono garantire una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% a livello di unità produttiva o del 5% a livello del processo produttivo coinvolto.

Inoltre, sono agevolabili:

  • L’acquisto di beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili, escluse le biomasse, con moduli fotovoltaici che rispettino i requisiti del Decreto legge 181 del 09/12/2023, art. 12.

Le spese per la formazione del personale in competenze per la transizione verde, fino al 10% della spesa in beni strumentali e fino a un massimo di 300.000 euro, erogate da soggetti esterni qualificati.

Agevolazione

Il credito d’imposta varia in base alla spesa per gli investimenti:

  • 35% della spesa per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 15% della spesa per gli investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 5% della spesa per gli investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di 50 milioni di costi ammissibili per anno per ciascuna impresa beneficiaria.

Tuttavia, il beneficio può aumentare fino al 40% e 45% rispettivamente se la riduzione dei consumi energetici è superiore al 6% e al 10%, calcolata su base annua rispetto all’esercizio precedente.

Certificazioni

L’ottenimento del beneficio è subordinato alla presentazione di certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente, sia “ex ante” per misurare la riduzione del consumo energetico, che “ex post” per verificare l’effettiva realizzazione dell’investimento e dell’interconnessione.

Per le PMI, le spese di certificazione sono riconosciute fino a un massimo di 10.000 euro in aggiunta al credito d’imposta.

Accesso al credito d’imposta

Per accedere al credito d’imposta, è necessario inviare una richiesta telematica utilizzando il modello standardizzato fornito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e la documentazione richiesta, includendo anche un resoconto che descrive il progetto di investimento e ne specifica il relativo costo.

Dopo la verifica della documentazione da parte del GSE, viene trasmesso al Ministero l’elenco delle aziende idonee e l’importo riservato.

Il credito d’imposta può essere impiegato esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, cinque giorni dopo la trasmissione dell’elenco dei beneficiari da parte del GSE.