Durante il carico o lo scarico di un’autobotte, di un fusto o di un IBC in zona ATEX, la messa a terra è l’unica barriera tra un’operazione ordinaria e un innesco accidentale. Eppure non tutte le pinze di messa a terra offrono lo stesso livello di protezione e la differenza è nel funzionamento.
In questo articolo vediamo cosa distingue una pinza “di segnalazione” da una con interblocco SIL2, cosa richiede la normativa e come capire, in fase di scelta, se il vostro impianto è davvero coperto.
In sintesi: l’interblocco SIL2 sulla messa a terra è un dispositivo di sicurezza che blocca fisicamente l’avvio di un’operazione di travaso in area ATEX (zona 1/21) se la continuità elettrica del collegamento a terra non è verificata, a differenza di un sistema di sola segnalazione che si limita ad avvisare l’operatore senza impedire l’operazione.
Il problema: una spia non è una barriera
Molte pinze di messa a terra si limitano a segnalare lo stato del collegamento con una spia luminosa o un contatto di segnalazione. Funzionano così:
- l’operatore collega la pinza al punto di terra
- un LED (o un segnale a quadro) indica se il contatto è avvenuto
- l’avvio del travaso resta comunque una decisione manuale dell’operatore
Il limite è evidente: la sicurezza dipende dall’attenzione umana. Se l’operatore avvia il travaso senza verificare la spia, o se il collegamento si allenta durante l’operazione, il sistema segnala il problema ma non lo impedisce. In un’area classificata, questo significa che l’unica barriera reale contro l’accumulo di carica elettrostatica può essere bypassata da una semplice distrazione.
Interblocco o segnalazione: qual è la differenza?
Un sistema con contatto di interblocco non si limita a segnalare: impedisce fisicamente l’avvio dell’operazione se la messa a terra non è verificata elettricamente, mentre un sistema di sola segnalazione avvisa l’operatore ma lascia a lui la decisione finale. In pratica, un sistema a interblocco
- misura la continuità elettrica reale del collegamento a terra, non solo la presenza fisica del morsetto
- blocca il consenso all’avvio del travaso (pompa, valvola di carico) finché il valore non rientra nella soglia di sicurezza
- interrompe automaticamente un’operazione già in corso se il collegamento a terra si interrompe, non solo all’avvio
La differenza tra i due approcci è concettuale prima ancora che tecnica: un sistema di segnalazione informa l’operatore, un sistema a interblocco decide al posto suo quando la sicurezza non è garantita.
Perché SIL2 e non un interblocco qualsiasi
Non tutti gli interblocchi offrono lo stesso livello di affidabilità. Il SIL (Safety Integrity Level) è la classificazione, definita dalla norma IEC 61508, che misura quanto è affidabile una funzione di sicurezza — in altre parole, quanto è bassa la probabilità che il sistema fallisca proprio nel momento in cui serve.
Un contatto di interblocco certificato SIL2 garantisce un livello di affidabilità adeguato per funzioni di sicurezza in ambito industriale con conseguenze potenzialmente gravi in caso di guasto — che è esattamente il caso di un’operazione di travaso in area classificata. Sceglierlo non è un eccesso di cautela: è la coerenza tra il rischio reale dell’operazione e il livello di protezione richiesto.
Non è un caso se, nella nostra gamma, non proponiamo più soluzioni di sola segnalazione: un sistema che si limita a informare, senza poter bloccare l’operazione, lascia un margine di rischio che riteniamo non accettabile in area classificata.
Cosa richiede la normativa
La Direttiva ATEX 2014/34/UE regola i requisiti di sicurezza per le apparecchiature destinate a zone con pericolo di esplosione — quindi anche per i sistemi di messa a terra installati in queste aree. Ma c’è un secondo livello normativo spesso meno presidiato: la Direttiva 1999/92/CE, che impone al datore di lavoro di classificare le zone a rischio e di documentare le misure di prevenzione adottate nel Documento di Protezione dalle Esplosioni (DPE). Abbiamo approfondito le differenze tra le due direttive, e le rispettive responsabilità, in questo articolo.
In fase di audit o ispezione, non basta dimostrare di avere “una pinza di messa a terra”: va dimostrato che il sistema scelto è coerente con il livello di rischio della zona classificata, e che la funzione di sicurezza è verificabile, non solo dichiarata.
Checklist: cosa verificare prima di scegliere
- Il sistema segnala solamente, o blocca fisicamente l’avvio dell’operazione in assenza di messa a terra verificata?
- Il contatto di interblocco ha una certificazione SIL dichiarata (e a quale livello)?
- Il sistema rileva un’interruzione del collegamento durante l’operazione, non solo all’avvio?
- La marcatura ATEX del dispositivo è coerente con la zona di installazione (gas/vapori o polveri, categoria e gruppo)?
La soluzione Logic
Logic progetta sistemi di messa a terra e apparecchiature ATEX da oltre 40 anni, con impianti installati nei settori chimico, cosmetico e farmaceutico. Le nostre pinze di messa a terra ECS-RF integrano di serie il contatto di interblocco SIL2, certificate secondo la Direttiva ATEX 2014/34/UE per impiego in Zona 1/21. Il sistema verifica elettricamente la continuità del collegamento a terra e blocca il consenso all’avvio del travaso finché la messa a terra non è confermata — coprendo sia le baie di scarico autobotti sia i sistemi per fusti, IBC e big-bag.
Se dovete verificare la conformità di un impianto esistente, o state valutando un nuovo sistema di messa a terra per una linea di travaso, contattateci per un’analisi del rischio specifica sul vostro processo.
Domande frequenti
È un dispositivo di sicurezza che blocca fisicamente l’avvio di un’operazione di travaso in area ATEX (zona 1/21) se la continuità elettrica del collegamento a terra non è verificata. A differenza di un sistema di sola segnalazione, non si limita ad avvisare l’operatore: impedisce l’operazione finché la sicurezza non è garantita.
Una pinza di sola segnalazione avvisa l’operatore tramite una spia se il collegamento a terra è avvenuto, ma l’avvio del travaso resta una decisione manuale. Una pinza con interblocco misura la continuità elettrica reale e blocca il consenso all’avvio della pompa o della valvola finché il valore non rientra nella soglia di sicurezza.
Il SIL (Safety Integrity Level) è la classificazione, definita dalla norma IEC 61508, che misura l’affidabilità di una funzione di sicurezza, cioè quanto è bassa la probabilità che il sistema fallisca nel momento in cui serve. Un contatto certificato SIL2 garantisce un livello di affidabilità adeguato per operazioni di travaso in area classificata.
La Direttiva 2014/34/UE regola i requisiti di sicurezza delle apparecchiature destinate a zone con pericolo di esplosione, incluse quelle di messa a terra. La Direttiva 1999/92/CE impone al datore di lavoro di classificare le zone a rischio e documentare le misure di prevenzione nel Documento di Protezione dalle Esplosioni (DPE).
Occorre verificare che il sistema blocchi fisicamente l’avvio dell’operazione (non solo segnali), che il contatto di interblocco abbia una certificazione SIL dichiarata, che rilevi un’interruzione del collegamento anche durante l’operazione, che la marcatura ATEX sia coerente con la zona di installazione e che esista documentazione tecnica allineata al DPE dell’impianto.

